E’ stata l’ icona della Nouvelle Vague, la donna-angelo (magari con la pistola) del Dolcestilnovo cinematografico, il primo piano degli anni Sessanta: cinema, pubblicità, moda e fumetti concentrati in un volto fatto di bianchi e neri, di lacrime e sorrisi.

Nome d’arte di Hanne Karin Blarke Bayer, attrice cinematografica danese, naturalizzata francese, nata a Copenaghen il 22 settembre 1940. Il suo volto armonioso, incorniciato da capelli scurissimi, è stato il simbolo della Nouvelle vague e dei primi film del regista Jean-Luc Godard. Per l’intensa interpretazione di Une femme est une femme (La donna è donna) di Godard ha ottenuto l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 1961.

« Une femme est une femme non è una commedia musicale in senso stretto, ma ormai non è più un film semplicemente parlato. È un rimpianto sul fatto che la vita non sia in musica. »
(Jean-Luc Godard.)

Ultimata la scuola secondaria, studiò danza; in seguito, dopo aver interpretato un cortometraggio e alcuni film pubblicitari, si trasferì a Parigi diventando un’apprezzata modella (fu Coco Chanel a trovarle il nuovo nome) anche per popolari campagne pubblicitarie. Venne subito notata dal giovane Godard che la volle come protagonista del suo secondo film Le petit soldat (girato nel 1960 ma uscito solo nel 1963), dando al suo personaggio il nome-omaggio di Veronica Dreyer e scrivendo dialoghi e scene su misura per lei. Intanto anche il debuttante Michel Deville le offrì il ruolo principale in Ce soir ou jamais (1961), racconto in stile Nouvelle vague della vigilia delle riprese di un film, ma sarebbe stato Godard a conquistare definitivamente la giovane attrice offrendole la parte di una ragazza disinvoltamente sentimentale in Une femme est une femme ‒ definito poi ‘un documentario su Anna Karina’‒ e sposandola subito dopo la fine delle riprese del film.

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